Ma è proprio San Martino ?

Al suo ritrovamento, il gruppo equestre fu prima creduto un San Martino, poi un Sant’Ansano e infine un San Cassiano.

La sola raffigurazione che nell’iconografia usuale corrisponde alla nostra statua è quella del San Martino, come emerge dai particolari dell’abbigliamento evidenziati dal restauro: è infatti proprio dell’iconografia del San Martino il raffigurarlo coperto da un mantello, di solito rosso e con la pelliccia di Vaio all’interno. In Toscana ci sono molteplici esempi di opere che intorno alla metà del XIV secolo raffigurano il San Martino con questo tipo di abbigliamento. Le vesti del Santo sono da viandante, con una cuffietta di gusto ancora trecentesco.

Inoltre l’atteggiamento del cavaliere e dello stesso cavallo, ci fa immaginare la comparsa di un viandante di fronte a destra.

 

Bibliografia:

G. Rasario, Dal restauro un recupero attributivo al “corpus” quercesco, in Il Cavaliere da San Cassiano, catalogo della mostra a cura di G. Rasario (Firenze, 31 marzo – 30 giugno 1995), Firenze 1995, pp. 51-55.

San Martino e il povero, Manoscritto Yates Thompson 3, 1440-1450, Catalogue of illuminated manuscripts, British Library.